LA SEGRETA COLLABORAZIONE DI PIER LUIGI IGHINA CON GUGLIELMO MARCONI

P.L.Ighina e Guglielmo Marconi 22 Maggio 2021

Dalla “Centrale Marconi” agli appunti sulla tomba marconiana.

di Solas Boncompagni.

Le esperienze del “Centro Internazionale di Studi Magnetici”. L’incontro di Ighina con Marconi. Gli esperimenti sull’energia solare e terrestre. Lo studio della lumaca spiraliforme. Le incredibili invenzioni dei “monopoli magnetici”. L’intervista e l’esperimento nella trasmissione RAI Report (1998). 

Pier Luigi Ighina (Milano 1908-Imola 2004) è stato uno scienziato che svolse interessanti esperimenti, sempre molto discussi dagli increduli. Egli, più che novantenne, continuava imperterrito il suo lavoro in un laboratorio imolese assieme a ben ventiquattro suoi attivissimi collaboratori, provenienti da vari istituti di fisica sperimentale europei e ad Imola aveva costituito il Centro Internazionale di Studi Magnetici di cui era direttore.

Tutte le sue eccezionali invenzioni ed i suoi misteriosi apparecchi, realizzati a volte anche artigianalmente, si ricollegavano – sosteneva l’insigne ricercatore – ad un grande segreto condiviso per anni con colui che considerava il suo maestro: Guglielmo Marconi, ed era sempre lieto, riconoscente discepolo del grande scienziato, per avere avuto la felice occasione di conoscerlo e per avere, con lui come guida, effettuato e proseguito dopo la sua morte, avvenuta, come si sa, nel 1937, tante singolari esperienze.

Ancora diciottenne, mentre Ighina militava in Marina, arruolato a Varignano (SP) come radiotelegrafista specializzato, per “un giro di parentele” (aveva infatti un cognato conte e Marconi era pure conte), fu presentato a lui e, dopo un colloquio, ambedue compresero che condividevano “le stesse idee e gli stessi segreti”1.

Fu così che divenne “collaboratore scientifico” di Marconi dal 1926 sino al 1937 e da quell’anno ebbe inizio il CISM e da allora tutti i progetti e le realizzazioni tecno-scientifiche di Ighina si ispirarono alle ricerche segretamente effettuate con il suo grande maestro. E d’altra parte “…è più che mai logico che chiunque occupi una posizione preminente e che, comunque, non voglia essere criticato, si interessi in via riservata di certi argomenti”2. E non si deve neppure dimenticare che Marconi nutriva interessi per tutto ciò che era inconsueto, paranormale ed anche spiritistico.

Dallo studio sulla lumaca ai “monopoli magnetici”

Come tutti i geni, “non contento delle evidenze inconfondibili elargite dalla scienza – precisa in un suo scritto Ighina – l’amico Guglielmo, scrupoloso, rispettoso di Madre Natura procedeva al di là della mente, dell’occhio umano, quale sensibile, acuto captatore di energie” e “individuata l’energia solare e quella terrestre”, pervenne alla scoperta della “radio trasmittente e ricevente” e di una fenomenologia biologica della Terra subordinata ad un particolare influsso, evidenziato da un “effetto stroboscopico, causato da una doppia rotazione elicoidale di energia: una solare, luminosa, ed una terrestre, opaca”, la prima discendente, assorbita dal nostro pianeta e l’altra ascendente verso il Sole. Procedendo su tale ricerca si accorse che tutta la nostra sfera biologica (dai minerali, ai vegetali, agli animali) non era estranea, ma possedeva ambedue le energie sopraccitate. E, come valido esempio, si basò sullo studio della comune lumaca, precisando che il suo abitacolo riceveva le due predette “energie” in modo differenziato a seconda della posizione assunta dall’animale stesso, cosicché rivolta verso l’alto riceveva quella solare e, viceversa, rivolta verso il basso, quella terrestre, mentre le subiva ambedue in posizione orizzontale3.

Ma la lumaca destò in lui pure un desiderio di una conoscenza più approfondita sulla spirale.

A giustificazione di questo suo interessamento giova ricordare la duplicità di quest’ultima (destrorsa e sinistrorsa), presente assieme alla misteriosa svastica e sauvastica sino dalla notte dei tempi nella simbologia cosmica, la prima positiva e la seconda negativa e sempre così chiaramente rapportabili alla “dualità degli opposti”, egregiamente tramandata nella mitologia classica da Giano Bifronte. Dai minuscoli foraminiferi sino alla conchiglia del Nautilus e a molta parte delle galassie universali, la spirale è costantemente presente. La nostra stessa Via Lattea ne assume la forma e non basta.

Si pensi, per esempio, al vortice degli uragani, destrorso nell’emisfero meridionale e sinistrorso in quello settentrionale; al mistero della crescita spiraliforme; alla tela del ragno “Epira” e alle coppie dei gemelli che hanno un’origine dei loro capelli in ambedue rivolta in sensi opposti. Certamente Marconi, stupefatto da tali constatazioni, fu ancora più spinto a formulare la sua nuova teoria energetica sulla “rotazione positiva in discesa dal Sole”, capace di penetrare all’interno della Terra e comprese che tale “energia rotativa elicoidale” doveva essere comune a tutti i sistemi stellari dell’universo.

E studiò pure il comportamento delle nuvole cariche di una polarità positiva e negativa, dal cui urto si hanno “scariche energetiche” manifestantesi in tuoni e fulmini, non esenti questi ultimi da fenomeni di materializzazioni. Dal che ne derivò la scelta per tutti gli esperimenti segreti, sia da parte di Marconi sia da parte di Ighina, di un metallo che risultasse “il più positivo esistente in terra”: cioè l’alluminio.

Ed i primi apparecchi costruiti furono quelli per lo sfruttamento dell’“energia Sole-Terra”, dello stroboscopio a “produttori di atomi magnetici positivi e negativi” che in seguito furono definiti “monopoli magnetici”.

Nel frattempo Marconi, dopo avere scoperto il metodo per un futuro “raggio della morte”, attraverso un attento studio comportamentale sugli effetti policromatici, si accorse che i sette colori visibili dell’iride possedevano una loro propria energia differenziata.

L’intensa collaborazione fra Ighina e Marconi continuò sino alla morte del suo grande maestro e fu allora che Ighina ebbe da lui l’incarico di proseguire le sue ricerche e di mettere a punto nuovi apparecchi capaci, non solo di produrre “atomi di energia”, ma anche contenitori di essi: e proprio questi ultimi rivelarono la capacità di un’“emanazione energetica incredibilmente forte”.

Dagli effetti sull’uomo, sugli insetti e le piante alla “parabola magnetica” ed al “tubo magnetico

Si notarono intanto nell’ambiente di lavoro fenomeni di “irritazioni cutanee e di arrossamenti” nell’uomo, una maggiore vitalità nelle piante, un ingrossamento di certi insetti ed una capacità di cura dell’artrosi e delle infiammazioni in genere. Ma, se benefico era il risultato degli “atomi positivi”, non lo era affatto quello dei negativi, capaci di arrestare processi evolutivi e di essiccazione della vegetazione. Fu poi costruita una “parabola magnetica” che portò addirittura all’utilizzazione di ingenti quantità di materiali con lo scopo di “direzionare l’energia uscente”. Sempre secondo quanto fu precisato dal CISM, si verificarono influssi perfino sulla presenza in cielo di nubi o di sereno. Successivamente fu realizzato un pesante “tubo magnetico” con l’impiego costante dell’alluminio. Si poterono così compiere imprese ancora più rimarchevoli come il “bombardamento della Luna” con atomi magnetici positivi; influire sull’alta e bassa marea o l’apporto di un particolare aiuto per l’impresa dell’allunaggio degli astronauti americani. Inoltre si comprese che tutte le materie esistenti in Terra per un periodo più o meno lungo, lasciavano sul luogo la permanenza costante del loro campo magnetico anche in una successiva mancanza di esse4, comportamento questo che si è rivelato comune anche all’“effetto aura”.

L’energia ritmo-magnetica solare terrestre è concentrata e sviluppata da questo piccolo apparecchio che ha la capacità di rigenerare tutte le cellule malate.

Dalla “Centrale Marconi” alla progettazione della sua tomba

Purtroppo, la morte di Marconi interruppe la possibilità che annunciasse al mondo la creazione di una “Centrale Ritmica Magnetica Solare e Terrestre”, poi chiamata semplicemente “Centrale Marconi” in ricordo dello scienziato5 che negli ultimi suoi anni di vita si era impegnato anche per spiegare i fenomeni del cosiddetto “triangolo delle Bermuda” e nella ricerca di un sistema che consentisse di separare le due polarità (per lui “energie”) in una particolare elettrocalamita che poi fu preparata dal CISM. Questa, con l’applicazione del “Know-how” avrebbe poi determinato la “neutralizzazione della forza di gravità, facendo librare in aria a notevole altezza oggetti di piccola e media dimensione”6. Esperienze, queste ultime, che certamente vengono tuttora effettuate anche nella Base segreta dell’Area 51 negli USA.

Infine, il ritrovamento di un “incartamento testamentario” di Marconi ci ha permesso di conoscere un suo ultimo desiderio relativo a come avrebbe voluto che fosse costruita la sua tomba a villa Grifone presso Pontecchio (BO). In esso – secondo quanto viene riferito dal CISM – si legge: “…La sua forma porterà l’umanità a conoscere come è composto il cosmo. La cupola interna che la sovrasterà sarà completata con sette cerchi a forma di spirale ognuno dei quali rappresenterà un colore in gradazione come l’iride. Al centro della cupola vi sarà un oblò per i raggi solari. La pavimentazione dovrà essere azzurra come l’energia terrestre. Nella circonferenza del pavimento vi saranno insenature con fiamme per dare il senso di un moto rotatorio contrario a quello della cupola, spiraliforme.

Ed ogni insenatura sarà pitturata con colori dell’iride ad iniziare da quello posto alla fine di esso. Il mio feretro sarà posto in centro per essere sempre entro il ritmo del cosmo, principio di vita e formazione di materia. Nel ritmo predetto figurano tutti i ritmi delle materie esistenti nel nostro pianeta. Questo è il più grande segreto che Madre Natura mi ha fatto conoscere ed io ne faccio dono all’intera umanità”7.

1Autori Vari, Domenica del Corriere del 20/02/’80. Intervista ad Ighina di Duilio Pallottelli, p. 115.

2 Ferraro Alfredo in Luce ed Ombra, N. 4, 1982, p. 325.

3Ighina Pier Luigi, I segreti di Guglielmo Marconi, CISM, viale Romeo Galli, 4 – Imola (BO), la edizione, 1980, pp. 2-3.

4 Ibidem, pp. 4-12.

5 Ibidem, pp. 13-15.

6 Da una lettera distribuita dal CISM agli interessati in data 8/12/’87 e firmata dal direttore Pier Luigi Ighina.

7 Ighina Pier Luigi, I segreti di Guglielmo Marconi, op. cit., p. 16.

Per approfondimenti leggi: Pier Luigi Ighina profeta sconosciuto

Solas Boncompagni (1922-2017) è nato a Sansepolcro (AR). Docente di Lettere e pubblicista, ha collaborato a numerose riviste. Zelante ricercatore su argomenti riguardanti l’insolito, la letteratura, la parapsicologia, la stemmistica araldica di città, il simbolismo, la clipeologia, l’ufologia, è autore de Il mondo dei simboli (Mediterranee), Alla ricerca del tempo perduto (Solfanelli), Simbologia degli stemmi di città toscane e contrade di Siena (Graal) e coautore della collana in sei volumi UFO in Italia (Tedeschi-UPIAR), La crescita interiore e Esperienze paranormali (Mediterranee), Los Pueblos del Misterio in lingua spagnola (Heptada, Madrid). Ha curato Il Libro dei prodigi di G. Ossequente, (Tedeschi-Mediterranee) ed altri. Insieme con Maurizio Monzali ha pubblicato Da Dante a von Braun, Gli Audaci, Fiori, Suoni, Colori (I Libri del Casato). Ha composto numerosi brani musicali classici e moderni.

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