Cos’è la Parapsicologia. Facciamo chiarezza

cos'è la parapsicologia intervista a dinicastro 15 Dicembre 2020

Con Michele Dinicastro, membro della prestigiosa Parapsychological Association (PA), autore del libro Viaggio nel tempo. Un’ipotesi possibile, ricercatore in parapsicologia scientifica da oltre trent’anni, autore per “Il Giornale dei Misteri”.

Cos’è la Parapsicologia

Intervista di Francesca Vajro

 – Cosa sono i fenomeni paranormali? 

La ringrazio per la domanda, perché mi dà anche la possibilità di chiarire una importante questione d’ordine terminologico. Occorre precisare, infatti, che nel ristretto ambito parapsicologico moderno si è un po’ restii ad utilizzare termini come “paranormale”, sebbene popolarmente molto diffuso, perché implicano l’idea che esistano di base due differenti categorie fenomenologiche: quella degli eventi “normali” e quella degli eventi “paranormali”. In realtà, ciò che noi parapsicologi indaghiamo è una classe di fenomeni rientranti a tutti gli effetti nel dominio della Natura, sebbene caratterizzati da dinamiche insolite o atipiche. Perciò, si tratta di fenomeni “normali” (aggettivo che in realtà non ha alcun senso scientifico, ma che uso al solo fine di rendere chiaro il mio pensiero). Del resto, questo era ben chiaro già tantissimi anni fa a vari studiosi, tanto che già nel 1907 il famoso astronomo e parapsicologo francese, Camille Flammarion (1842-1925), pubblicò un libro dall’eloquente titolo di Les forces naturelles Inconnues (Le forze naturali sconosciute). Peraltro, già nell’introduzione alla sua opera egli ne mette immediatamente in chiaro l’impostazione, avvertendo il lettore che indagare questo genere di fenomeni significa …studiare FORZE IGNOTE e queste forze non possono essere che d’ordine NATURALE, poiché la natura abbraccia l’intero universo, e nulla v’è al di fuori di essa”. Si tenga presente che la questione terminologica riveste una tale importanza da essere vista da numerosi studiosi come una delle principali cause che hanno impedito fino ad oggi alla parapsicologia di venire annoverata tra le scienze ufficiali. Anzi, colgo l’occasione per dire che anche il termine “parapsicologia” è, in realtà, anch’esso abbastanza controverso, e ciò a causa di quel suffisso “para” (dal greco col significato di “dietro” o “al di là”) che può ingenerare fraintendimenti. Oggi, molto più opportunamente gli addetti ai lavori preferiscono usare, al posto della locuzione “fenomeni paranormali”, quella più neutra di “fenomeni psi” o semplicemente psi. Tale breve termine, derivante dalla omonima lettera greca con cui principia la parola ψυχή (psyche=mente, anima), venne proposto fin dal 1947 da Robert Henry Thouless (1894-1984) e Bertold Paul Wiesner (1901-1972).

Veniamo ora alla domanda, ovvero cosa si intende per “fenomeni paranormali”. Ebbene, si tratta di eventi che apparentemente sembrano contraddire le leggi note della fisica, ma che – in realtà – con la loro atipicità denunciano semplicemente la limitatezza delle nostra conoscenza del mondo. Essi vengono in genere suddivisi in due macro categorie: fenomeni psi-cognitivi e fenomeni psi-cinetici. Nella prima sono ricompresi la telepatia, la chiaroveggenza e la precognizione-retrocognizione, mentre nella seconda troviamo la psicocinesi o telecinesi, ovvero la capacità della psiche di interagire con i sistemi fisici ed energetici senza la mediazione di forze note. Tali capacità, benché osservate anche durante lo stato ordinario di coscienza, sono caratterizzate dal fatto di emergere in particolare dal nostro inconscio. Misurazioni di taluni parametri fisiologici atti a rilevare le risposte psicosomatiche inconsce hanno provato in numerosi esperimenti proprio questo. Ad ogni modo, gli effetti di tali capacità si sono dimostrati più forti in presenza di stati non ordinari di coscienza come: il sonno, lo stato ipnotico, la meditazione, l’alterazione da sostanze psicotrope, etc.

Preciso che alle due citate macro categorie di fenomeni parapsicologici vanno aggiunti altri tipi di eventi, apparentemente avulsi da esse, che rientrano comunque tra quelli che popolarmente sono definiti “paranormali”. Mi riferisco alle OBE, ovvero alle esperienze di fuoriuscita della coscienza dal corpo e alle NDE, cioè alle esperienze di premorte (testimoniate da chi si risveglia dal coma dopo aver vissuto eventi interpretabili in chiave spirituale o comunque incompatibili con situazioni di quasi-morte cerebrale). A ciò si aggiungono anche i fenomeni apparizionali.

Cos'è la Parapsicologia. Intervista a Michele Dinicastro

– È vero che esistono persone più propense a suscitarli?

Come per tutte le attitudini umane, anche quelle parapsicologiche non sono distribuite uniformemente sull’intera popolazione. Ad esempio, tutti noi siamo in grado di fare un disegno, ma solo pochissimi sarebbero capaci di fare dei capolavori. Parimenti, coloro che hanno un talento naturale di tipo psi sono pochi, a fronte, però, di una massa di gente che nell’arco di un’intera vita è testimone, al più, di sporadici eventi psi (in genere precognitivi o telepatici). Quale caratteristica fisica e/o psichica determini queste loro capacità non è, ad oggi, dato ancora sapere. Secondo il parapsicologo Milan Ryzl (1928-2011) le capacità psichiche si possono, però, apprendere e sviluppare; perciò fin dal 1966 lo studioso ha messo a punto un metodo basato sull’uso di comandi post-ipnotici. Numerosi parapsicologi, tra cui Scott Rogo (1950-1990) hanno comunque sviluppato l’idea che le capacità psi costituiscono delle potenzialità latenti di tutti gli esseri viventi e che, se adeguatamente sollecitate con particolari metodiche, possono ragionevolmente emergere in tutti noi. Ad ogni modo, i soggetti con capacità eccezionali, che potremmo definire supersensitivi, sono davvero pochi. In un suo recente libro, il famoso parapsicologo americano Dean Radin afferma che un calcolo statistico lo induce a ritenere che a livello mondiale tali soggetti siano presenti con una frequenza pari ad uno su un milione di persone. Ciò fa ritenere allo studioso che attualmente vi siano, quindi, circa 7.000 potenziali supersensitivi in circolazione in tutto il mondo.

 – La Scienza studia questi fenomeni?

La parapsicologia è una scienza che studia essenzialmente fenomeni che originano dalla psiche, i quali, però, hanno il carattere della rarità, cosa che rende questa disciplina molto controversa. Di contro, ciò ha determinato nei parapsicologi l’adozione di criteri oltremodo rigorosi, al punto da raggiungere risultati che hanno consentito alla più importante associazione del settore, la Parapsychological Association, di affiliarsi, fin dal 1969, all’Associazione Americana per il Progresso delle Scienze (AAAS). I parapsicologi, perciò, conducono da decenni esperimenti estremamente severi, spesso pubblicati anche su riviste scientifiche non parapsicologiche e di altissimo livello. La scienza ufficiale purtroppo ancora non si occupa di ricerca parapsicologica e ciò per due ordini di ragioni: assenza pressoché totale di fondi disponibili (specie quelli pubblici) e paura, da parte di molti scienziati, di rovinarsi la reputazione. Infatti, il mondo scientifico, ed in particolare la sua élite amministrativa, mantiene una forte impronta positivistica, caratterizzata, nei confronti dei fenomeni parapsicologici, da una forma di ostilità preconcettuale di natura prettamente ideologica. Si consideri che molti scienziati inquadrati nel mainstream scientifico sarebbero, in realtà, interessati allo studio dei fenomeni parapsicologici, come più volte hanno confessato in privato alcuni di loro, solo che la paura di mettere a repentaglio la propria posizione è (comprensibilmente) più forte. Una volta Upton Sinclair (1878-1968) scrisse: “È difficile far sì che qualcuno comprenda qualcosa quando il suo stipendio dipende dalla non comprensione di essa.

– Parapsicologia: quale futuro?

Difficile rispondere a questa domanda, anche se possiamo condividere il pensiero di alcuni scienziati di fama mondiale secondo cui l’accettazione da parte della scienza ufficiale della esistenza dei fenomeni parapsicologici potrebbe essere legata agli sviluppi sperimentali della meccanica quantistica (MQ). In particolare l’attenzione è rivolta all’analisi del processo di collasso della funzione d’onda di specifici sistemi quantistici determinata dalla coscienza. L’implicazione dei fenomeni psichici con il mondo dei quanti è tale da aver indotto il grande fisico francese Olivier Costa de Beauregard (1911-2007), allievo del Premio Nobel Louis de Broglie e direttore del CNRS (Centro Nazionale di Ricerca Scientifica) in Francia, a sostenere che la fisica dei quanti richieda virtualmente che i fenomeni parapsicologici esistano. Peraltro, dello stesso parere è anche un altro eminente scienziato, ovvero il Premio Nobel per la Fisica, Brian Josephson, che ha sostenuto: Se i fenomeni psichici non fossero stati trovati sperimentalmente, avrebbero potuto essere previsti da un teorico fantasioso”.

Ovviamente, l’accettazione della parapsicologia quale scienza ufficiale da parte del mondo accademico non potrà che essere conseguenza delle auspicate conferme sperimentali della MQ. Ed è proprio in questa direzione che la nostra disciplina si sta muovendo, pur nella enorme difficoltà di reperimento di fondi che da sempre l’attanaglia. Prova ne è quanto emerso da un’indagine dello psicologo Sybo A. Schouten, il quale ha calcolato che l’ammontare dei fondi ricevuti dalla parapsicologia nel secolo compreso tra il 1882 al 1982 equivale approssimativamente ad appena due mesi di sovvenzioni ricevute dalla sola ricerca psicologica nei soli USA!

 

Michele Dinicastro, autore e studioso di varie discipline, si occupa da oltre tre decenni di parapsicologia scientifica, etno-antropologia e storia; come appassionato, anche di fisica. Ha ricoperto dal 1996 al 2001 il ruolo di ricercatore nel Dipartimento di Ricerca del Centro Studi Parapsicologici di Bologna. Ha diretto dal 2001 al 2012 la Sezione Ricerca del Laboratorio Interdisciplinare di Ricerca Biopsicocibernetica di Bologna, istituzione di cui è stato co-fondatore e membro del Consiglio direttivo. Ha all’attivo numerosi lavori divulgativi e scientifici pubblicati su importanti riviste del settore italiane e straniere. Dal 2005 è membro della prestigiosa Parapsychological Association (PA), affiliata alla AAAS, l’Associazione Americana per il progresso della Scienza. Dal 2008 entra a far parte della ristretta rosa dei Professional Member della PA. Ha ottenuto la co-docenza nei corsi di Biopsicocibernetica presso il IV Dipartimento di filosofia, psicologia, sociologia e pedagogia dell’Università Aperta di Imola. È spesso ospite di trasmissioni televisive nazionali ed estere in qualità di esperto e consulente ed ha preso parte come co-protagonista della prima serie del fortunato programma “Presenze” delle reti Sky. Nel 2014 ha pubblicato, assieme al compianto studioso dott. Enrico Marabini, un testo di epistemologia e metodologia della ricerca in ambito biopsicocibernetico dal titolo Manuale teorico-pratico di ricerca Biopsicocibernetica (Cafagna, Barletta). Nel 2016 Viaggio nel tempo. Un’ipotesi possibile (I Libri del Casato)

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