NDE esperienze in prossimità della morte. Parliamone con Paola Giovetti

18 Marzo 2021

NDE esperienze in prossimità della morte.

Parliamone con Paola Giovetti*.

a cura di Francesca Vajro.

Parliamo del fenomeno vissuto da persone che si sono trovate sul punto di morire, in seguito a incidenti, che raccontano poi, una volta uscite dallo stato di coma, di avere viaggiato in un “altrove” pieno di luce e serenità popolato di tante presenze, identificate alcune nei propri cari defunti, grazie ad una esperienza extracorporea  (OBE – Out of the body experience), in cui sentivano delle voci a loro rivolte, e potevano vedere dall’alto per esempio il proprio corpo giacente nel letto di ospedale. Alcuni hanno raccontato ciò che era accaduto mentre erano inermi, trovando riscontro.

– In vari suoi libri lei ha trattato questo fenomeno dopo avere svolto un’indagine su casi avvenuti in Italia (NDE. Testimonianze di esperienze di premorte. Le esperienze e le visioni di chi è stato sulla “soglia” ; La vita oltre la vita: il problema della sopravvivenza alla luce della ricerca odierna; Qualcuno è tornato). Ultimo in ordine di tempo (2021) Viaggi senza corpo.

Questo fenomeno sembra convalidare l’esistenza di un Aldilà, dove vivono le anime dei defunti.

E’ così?

Sembra proprio di sì. Non prove, ma indizi che quando il corpo fisico è fuori gioco la coscienza continua a vivere in una dimensione diversa, continuando ad essere portatrice dei valori più alti, quelli che rendono l’essere umano veramente tale: memoria, volontà, capacità decisionale, amore…

Alcuni studiosi di Ricerca psichica sostengono che il fenomeno sia riconducibile agli effetti allucinatori dei farmaci somministrati ai pazienti che versano in stato di coma. Lei che ne pensa?

Non è così. I ricercatori si sono sempre preoccupati di sapere se i protagonisti di queste vere e proprie “avventure nell’altra dimensione” avessero preso farmaci; anche io nell’inchiesta da me condotta in Italia ho sempre posto questa domanda. Nella stragrande maggioranza dei casi non erano stati assunti farmaci. L’ipotesi dei farmaci vale comunque per chi arriva alla fine della vita per malattia; molti protagonisti di questi eventi erano invece entrati in coma in seguito a incidenti, alcuni per tentato suicidio, altri per improvviso shock anafilattico, e in tutti questi casi l’ipotesi dei farmaci non può essere presa in considerazione. Del resto l’uniformità delle testimonianze indipendentemente dalle situazioni e da  credo religioso, età, cultura, parla a favore di vissuti oggettivi, non dipendenti da suggestioni, spinte imitative o altri fattori analoghi.

– Negli Anni Settanta la psichiatra svizzera Elisabeth Kübler-Ross compiva ricerche su tale fenomeno nei pazienti terminali che seguiva professionalmente e nel 1975 il medico statunitense Raymond Moody pubblicava il La vita oltre la vita con i suoi studi pioneristici sul fenomeno. Il cardiologo olandese Pim Von Lommel fin dal 1986 ha studiato le NDE in pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco realizzando nel 2001 uno studio pubblicato sulla rivista medica The Lancet.

Nel primo episodio della serie “Rocco Schiavone  4” in onda su RAI 2 il 17 marzo 2021, il protagonista (interpretato da Marco Giallini) vive una OBE dopo essere stato ferito durante un’operazione di Polizia.

Dal 2008 Sam Parnia  medico britannico, specialista in anestesia e rianimazione, primario del reparto di terapia intensiva e direttore del Reparto di Ricerca sulla Rianimazione presso la Scuola di Medicina della Stony Brook University di New York fa parte dello studio promosso dalla “Human Consciousness Project” – che coinvolge scienziati, personale medico ed infermieristico – su pazienti che sopravvivono ad un arresto cardiaco e che riportano una NDE.

Il pluripremiato scienziato Robert Lanza cerca di spiegare la coscienza quantistica con esperienze precedenti alla morte, proiezione astrale, esperienze fuori del corpo e anche reincarnazione. Secondo la sua teoria, l’energia della coscienza a un certo punto viene riciclata in un corpo diverso e nel frattempo esiste al di fuori del corpo fisico ad un altro livello di realtà e forse, anche, in un altro universo.

Mentre la Scienza indaga, chi ha vissuto questa esperienza è sicuro di essersi affacciato nell’Oltre ed ha modificato radicalmente la sua visione della vita, spesso anche dedicandosi a trasmettere la bellezza di questa trasformazione.

– Lei ha conosciuto persone che hanno davvero cambiato il passo dopo questa esperienza? E in quale maniera?

Le persone dopo la NDE cambiano dentro. Ho potuto constatarlo personalmente e ho posto la domanda a tutti quelli che ho contattato e di cui ho riportato la testimonianza nel mio libro. Continuano naturalmente a fare la vita di prima ma diventano persone diverse dentro: più attente ai valori spirituali, più generose verso il prossimo, più consapevoli che la vita ha un senso profondo e che va vissuta in questa ottica. Sentono anche la necessità di testimoniare ciò che hanno vissuto e di far sapere che la vita continua, che la morte non esiste.

 

* Giornalista brillante e poliedrica, Paola Giovetti è laureata in lettere e per un breve periodo è stata insegnante. Nella sua lunga carriera ha pubblicato oltre 60 saggi a tema religioso, sull’insegnamento, sul mondo del paranormale, della parapsicologia e sulla spiritualità in genere ed alcuni romanzi con vari editori (Armenia, Mediterranee, San Paolo, Rizzoli, Verdechiaro, Studio Tesi).

È direttrice editoriale del trimestrale Luce e Ombra, storica rivista della parapsicologia della Fondazione Biblioteca Bozzano De Boni, ed ha collaborato con varie riviste del gruppo Rizzoli, AstraVisto. Scrive attualmente anche per Il Giornale dei Misteri.

Ha condotto nel 1985 con Alessandro Cecchi Paone il primo programma RAI dedicato ai fenomeni paranormali Mister O trasmesso in 12 puntate su Raiuno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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