Il Giornale dei Misteri n. 549 Maggio – Giugno 2020

ISBN (vers. cartacea): 978-88-98905-73-7

ISBN (vers. digitale): 978-88-98905-75-1

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Il Giornale dei Misteri n. 549 Maggio – Giugno 2020

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In questo numero

“… Non tutti sono a conoscenza di alcune tecniche psicologiche che vengono utilizzate da falsi maghi, indovini e medium, finalizzate a dare l’illusione di possedere un sesto senso. Si tratta di una complessa miscela di accorgi­menti, osservazioni, modalità di esprimersi e di utilizzare informazioni. Stiamo parlando della lettura a freddo (cold reading), la tecnica di “leggere” le persone. Il risultato può essere davvero sbalorditivo e può seriamente indurre i clienti, specialmente quelli più suggestionabili, a credere di trovarsi dinnanzi a un sensitivo che, attraverso la sua medianità, è in grado di percepire fatti, aneddoti, nomi e persino date che li riguardano e che il sensitivo non poteva sapere. Per arrivare a questo risultato ci sono diverse fasi e, prima della lettura a freddo, c’è la lettura a caldo (hot reading) che generalmente si effettua prima di incontrare la persona che sarà oggetto di consulto (può essere una divinazione con gli strumenti classici o una seduta medianica) e che consiste nel raccogliere informazioni sul suo conto (come raccontava il medium Lamar Keene) attraverso modalità che possono spaziare da internet ai social network, conoscenze, vicini di casa e, come è capitato in alcuni casi, persino il pedinamento da parte di complici…”.

Da: “Indagare l’occulto” di Andrea Pellegrino, a pagina 7

“… È stato ormai dimostrato dalla scienza che il nostro cervello genera elettricità e i nostri pensieri ne sono il prodotto. È altrettanto noto che la nostra testa è, di fatto, un circuito elettrico non isolato, poiché i campi elettrici prodotti all’interno del cranio si espandono all’esterno di esso. Prova ne è, ad esempio, che possiamo rilevare e registrare l’attività elettrica prodotta, che varca i confini fisici del cervello, con un semplice elettroencefalogramma. Ma cosa implica tutto ciò? Le onde elettromagnetiche rappresentate dai nostri pensieri, che si espandono intorno a noi, possono interagire con quelle prodotte dal cervello di altre persone? Eventualmente in che modo e misura? Esiste la telepatia? Queste sono solo alcune delle domande a cui le neuroscienze cercano da decenni di dare risposta. Molti sono gli scienziati che hanno avanzato teorie considerate “di confine” e hanno compiuto ricerche ed esperimenti per dimostrarne l’attendibilità…”.

Da: “Là dove i cervelli si connettono” di Stefano Nasetti, a pagina 26

“… Una mente che si distingue dalle altre è una mente che ha imparato ad osservare, mantenendo acceso il senso di stupore e una profonda curiosità sull’origine di ciò che è osservato. Pensare diversamente è faticoso, spesso angosciante e soprattutto alienante. Questo movimento spinge la persona a smascherarsi, raggiungendo così il confine del mondo degli uomini, lì dove si cela la verità. Cosa si può fare una volta aver raggiunto tale confine, dopo aver visto chiaramente qualcosa di inspiegabile? Con chi poter condividere la nostra esperienza? Come affrontare la solitudine?
Una volta aver oltrepassato il confine, dopo aver conosciuto ciò che non si può spiegare, ci si sente inadeguati, in un certo senso estranei, perennemente fuori luogo, scollati dalla realtà ordinaria. Ciò che è avvenuto in quel preciso momento e che abbiamo attraversato con i nostri sensi in modo vivido ed inequivocabile nasconde qualcosa di misterioso che indubbiamente va al di là della psicologia e supera nettamente ogni scoperta scientifica; non può essere spiegato e non può essere creduto perché a-causale. Si tratta di un’iniziazione…”.

Da: “Ai confini del mondo degli uomini” di Maurizio Falcioni, a pagina 42

“… Circa otto anni fa gli archeologi del team dell’università dell’Aquila che stava lavorando al piccolo cimitero accanto alla chiesetta di San Cerbone proprio a ridosso della bella spiaggia di Baratti nel Comune di Piombino, dovettero stupirsi non poco alla vista delle povere spoglie che avevano appena portato in superficie. I resti ossei che avevano scoperto indicavano, infatti, un seppellimento anomalo e non poco misterioso per una delle due tombe adiacenti e un curioso “corredo per l’aldilà” nell’altra. Entriamo nel dettaglio: lo scheletro principale, posto nella tomba s64, ancora avvolto in ciò che restava di un sudario, era quello di una donna e presentava cinque grossi chiodi forgiati inseriti nella bocca, oltre ad altri nove disposti in varie parti del corpo e che davano l’evidente impressione di averla proprio voluta ancorare al terreno (immagine sotto, da Il Tirreno). L’altro scheletro, sempre femminile, invece aveva tra le mani un sacchetto con una manciata di dadi da gioco in osso…”.

Da: “La strega di Baratti” di Gianpaolo Saccomano, a pagina 52

“… Harbin, nord-est della Cina, giugno 1994. Il contadino Meng Zhao Guo sta lavorando assieme a due colleghi in una fattoria non lontana dal monte Phoenix; improvvisamente i tre notano uno strano oggetto sulla montagna.
“Abbiamo deciso di indagare”, racconteranno in seguito. “Mentre salivamo sulla montagna ci siamo accorti che c’era uno strano oggetto rotondo bianco con una coda simile a uno scorpione. Abbiamo cercato di avvicinarci ma non ci siamo riusciti. Emetteva un rumore molto forte che produceva un dolore insopportabile; allora abbiamo cambiato direzione per avvicinarci di nuovo all’oggetto ma senza successo”. Testone e temerario, Zhao Guo non si sarebbe dato per vinto e, il giorno dopo, con una squadra di contadini, tornava sulla montagna. “Eravamo a circa un chilometro di distanza”, dirà, “quando ho guardato con il binocolo e ho visto accanto al dispositivo un extraterrestre con un braccio alzato che emetteva un raggio che mi bruciava la fronte. Sono caduto a terra svenuto”…”.

Da: “La cortina di bambù” di Alfredo Lissoni, a pagina 57

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