Il Giornale dei Misteri n. 547 Gennaio – Febbraio 2020

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In questo numero

“… Nota per essere la zona ideale scelta da alcuni serial killer per seppellire le proprie vittime, Clinton Road vanta anche diverse cose più soprannaturali come, ma non soltanto, avvistamenti di fantasmi, strane creature, raduni di streghe, gruppi di satanisti… tutti aspetti che la rendono spettrale anche di giorno. Poche sono le case ai margini di questa striscia di asfalto lucida e solitaria, eppure molte di esse sono abbandonate, ma neanche i vagabondi frequentano quelle dimore per trovare un riparo dalla pioggia: troppa paura. Le voci che si raccolgono nei bar e nei negozi raccontano che chiunque percorra Clinton Road può sperimentare la sensazione che qualcosa o qualcuno cammini al suo fianco, non importa la velocità della vettura. Molte persone parlano di un mastino di grandi dimensioni che abbaierebbe senza mai farsi vedere, a parte i suoi strani occhi gialli…”.

Da: “L’inquietante Clinton Road” di Massimo Valentini, a pagina 45

“… Nel Medioevo e nel Rinascimento il veleno fu un grande protagonista anche tra i troni papali. Il papa Borgia rese l’avvelenamento quasi un’arte. Era il modo più sicuro, comodo, semplice, per affidare un pontefice scomodo, un re troppo ambizioso, un candidato pericoloso, direttamente all’Altissimo. Secondo i cacciatori dell’Inquisizione, streghe, maghi, fattucchiere erano grandi esperti e profondi conoscitori dei segreti dei veleni. Ma anche alchimisti e farmacisti vi si approcciarono, per preparare miscele speciali i cui contenuti, tossici, consentivano loro di ottenere la conoscenza di ciò che era proibito, come fece Paracelso, ad esempio. Di certo, durante il periodo rinascimentale, il veleno era una sostanza presente in tutte le case, quindi di uso molto comune. Alleato fedele e silenzioso per eliminare, discretamente, nemici, amanti non desiderati, e dare ispirazione creativa a personaggi e artisti dell’epoca…”.

Da: “Veleni: farmaci o armi letali?” di Federica Baldi, a pagina 36

“… In genere i fenomeni apparizionali, come denuncia la locuzione stessa, sono caratterizzati da dinamiche percettive di tipo oculare, ovvero dalla “anomala” visione di forme umane, animali o altro, osservate da uno o più testimoni. In alcuni casi, però, tali “presenze” non vengono propriamente viste, bensì avvertite. Si tratta, in genere, di sensazioni di inspiegabile disagio, cui si aggiunge l’indefinibile percezione di una presenza intangibile. Tutto ciò, a volte, è accompagnato, oltre che da improvvisi cali della temperatura ambientale, anche da anomali fenomeni acustici come: voci di origine ignota, rumori di passi, colpi sui muri, sui mobili, etc. In generale si tratta di rumori e suoni che mimano le attività umane, anche le più banali, dando la sensazione di una presenza umana (o animale) invisibile. Questo a grandi linee lo scenario fenomenologico di riferimento, che, però, spesso fa da sfondo a ben più articolati casi di infestazione o di poltergeist…”.

Da: “Fantasmi acustici” di Michele Dinicastro, a pagina 7

“… Per definire “la realtà”, in molti ricorrono alla descrizione che ne è data nel film Matrix: “La realtà è un insieme di stimoli elettrici raccolti dai nostri sensi ed elaborati dal nostro cervello”. Ciò è indubbiamente vero, ma la definizione non è esaustiva. Questo perché i nostri sensi sono limitati e non percepiscono completamente tutto ciò che ci circonda. I nostri occhi percepiscono soltanto una piccola parte dell’onda elettromagnetica della luce, la parte chiamata “luce visibile”. La lunghezza d’onda della luce visibile va, indicativamente, dai 380 ai 760 nanometri. L’occhio umano percepisce soltanto le onde elettromagnetiche che rientrano in questi limiti e che, rimbalzando sugli oggetti, sono raccolte dai nostri occhi e inviate al cervello (sotto forma d’impulsi elettrici), consentendoci di definire forma e colore di ciò che ci circonda. Questo ci fa giungere a due conclusioni: la prima è che se un oggetto non riflette (o emette) quelle onde per noi visibili, l’oggetto sarà invisibile; la seconda è che se una cosa non è visibile non è detto che non esista…”.

Da: “L’illusione della realtà” di Stefano Nasetti, a pagina 21

“… Dalle cronache locali sappiamo che, nei mesi di marzo e di aprile del 2009, alcuni etologi britannici sostavano sul greto del laghetto di san Ruffino nei pressi di Amandola. Studiavano il comportamento dei rospi maschi, che durante l’accoppiamento sono abituati a restare aggrappati per lungo tempo alle ascelle delle femmine, favorendo la fecondazione delle uova in uscita. Di sera annotavano le coppie e i singoli esemplari. Ben cinque giorni prima del sisma che colpì L’Aquila, distante oltre settanta chilometri da Amandola, la colonia dei rospi innamorati scomparve all’improvviso senza lasciare traccia di sé (…) Nel periodo prima del terremoto di Hai-cheng avvenuto il 4 febbraio 1975 (scala Mercalli=7,3) furono visti maiali diventare aggressivi e azzannarsi, i cervi di una fattoria di allevamento di selvaggina forzarono i recinti e una tartaruga saltò fuori dall’acqua emettendo grida…”.

Da: “Gli animali. Prodezze, dolori e suicidi” di Isidoro Sparnanzoni, a pagina 31

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