Il Giornale dei Misteri n. 546 Novembre – Dicembre 2019

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In questo numero

“… Al momento del trapasso, lo spirito, anche quello più abietto, prova il desiderio della liberazione del corpo, perché il corpo è comunque sempre costrizione dello spirito. Lo spirito, quando abbandona il corpo, in ogni occasione prova gioia, perché ha la possibilità di manifestarsi per quella che è la sua vera natura. Altra cosa importante, e che pochi spiegano, e forse voi non conoscete e io vi dico per la prima volta, è che quando il corpo è sul punto di morire la sua circolazione funziona a rilento, e sempre il suo cervello – a mano a mano che il corpo muore – rimane dissanguato. Quando l’uomo è morto? Quando il cuore non batte, ma soprattutto quando il sangue non circola più nel cervello e nella testa. Ora, qualcuno di voi avrà provato lo svenimento, e saprà dire che quando si sviene si sente un senso di languore, e poi si sviene. Ecco, la morte è rapportata in modo più forte e più sentito allo svenimento…”.

Da: “Prepararsi al trapasso. Don Giuseppe, inviato speciale” a cura di Elio Pastore, a pagina 25

“… In India, la sua vera patria di origine, la curcuma è conosciuta e usata da oltre 5000 anni, come farmaco, cosmetico, spezia e colorante. Questo paese ne è anche il maggiore esportatore e consumatore producendone ben oltre 8.000 tonnellate l’anno. Il suo ottimo potere colorante era così noto da essere impiegato per tingere le vesti dei monaci buddisti ed anche per produrre cosmetici che le donne utilizzavano nella cerimonia nuziale. Per gli indiani a tutt’oggi la curcuma è simbolo di prosperità e forza, oltre ad essere mezzo di purificazione per tutto il corpo. La curcuma, rimedio antico e tradizionale, affonda le sue radici nella medicina ayurvedica. Quest’antichissima medicina denominata Ayur Veda è nata nel continente asiatico e trae il nome da Ayur e Veda che significano rispettivamente “vita” e “conoscenza”, quindi scienza della vita, la medicina olistica dei primordi in grado di vedere e curare l’uomo nella sua unicità e individualità di caratteristiche mentali, emotive e fisiche…”.

Da: “La verità sulla curcuma” di Lorenzo Bruno, a pagina 28

“… Tra i desideri il più intenso è quello del potere, nel quale si cela quello del controllo, dal momento che il potere stesso è rivolto ad esprimere un controllo. Addirittura possiamo affermare che il potere consente di provare l’illusione di controllo. In effetti l’essere umano ha totale necessità di controllare il suo ambiente mediante ogni mezzo, e maggiore è la propria difficoltà personale a comprenderne le caratteristiche con equilibrio, maggiore sarà il bisogno di “simulare” una sicurezza, che in effetti non possiede, sui vari aspetti della realtà. Dunque, la massima capacità di controllare l’ambiente nella modalità più profonda, si esprime in determinati momenti dell’esistenza ed è rivolta al tentativo stabile di raggiungere un’adeguata rassicurazione in grado di attenuare un’ansia generica, dovuta alla presenza di paure che vivono nella profondità di ognuno…”.

Da: “Il desiderio di potere” di Loris Pinzani, a pagina 34

“… Tra il XIII e il XVIII secolo in Europa, quella cattolica come quella protestante, si tennero centinaia di processi contro gli animali, divisi secondo due tipologie principali. La prima comprende quelli contro animali domestici come maiali (soprattutto), bovini, asini, cavalli, cani che, individualmente o in branco avessero ferito o ucciso un essere umano. A volte gli animali ritenuti colpevoli venivano mutilati, più spesso condotti al patibolo secondo criteri e modalità utilizzati anche per gli umani. In genere qui l’autorità ecclesiastica non interveniva. Le bestie selvatiche come lupi e orsi non erano soggette all’azione legale: entrambi erano estranei al corpo sociale, latori di valenze negative e, soprattutto, non addomesticati. Quindi la loro uccisione non aveva bisogno di regolari procedimenti penali. La seconda categoria comprende animali nocivi come insetti, bruchi o roditori, capaci di devastare interi raccolti. In questo secondo tipo di processi interveniva la Chiesa facendo ricorso all’esorcismo e pronunziando anatemi contro gli animali, unendo così il rituale dell’esorcismo a quello giudiziario, sovrinteso dal giudice diocesano…”.

Da: “Processi e scomuniche agli animali” di Isidoro Sparnanzoni, a pagina 40

“… Tra le donne che regnarono ed ebbero un ruolo importante nella grande politica del loro tempo, un posto di rilievo spetta certamente a Caterina Cornaro, che seppe vivere con grande dignità il non facile destino che la sorte, e le circostanze legate alla sua nascita e al suo tempo, le avevano assegnato. Caterina Cornaro divenne regina di Cipro sposando Giacomo II di Lusignano, re di Cipro: da tre secoli la casata dei Lusignano regnava sull’isola, che rivestiva una grande importanza strategica per la sua posizione-chiave tra Europa, Asia e Africa ed era stata precedentemente dominata a lungo da persiani, egiziani, romani. Caterina Giulia Corner (italianizzato in Cornaro) nacque a Venezia il 23 novembre 1454, dalla nobile e antica casata dei Corner che aveva strette relazioni con Cipro e il mondo greco dell’Egeo. Ella fu una pedina, per certi aspetti una vittima delle logiche di Venezia: attraverso di lei Cipro divenne territorio veneziano. Quando arrivò a Cipro per sposare Giacomo II, Caterina aveva diciotto anni e, stando alle testimonianze dei contemporanei, era una giovane donna molto bella…”.

Da: “Caterina Cornaro, l’ultima regina di Cipro” di Paola Giovetti, a pagina 50

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