Il Giornale dei Misteri n. 545 Settembre – Ottobre 2019

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In questo numero

“… Vista senza occhi è una locuzione resa famosa dallo scrittore e poeta francese Jules Romains (1885-1972, all’anagrafe Louis Henri Jean Farigoule) con la pubblicazione del suo libro La vision extra-rétinienne et le sens paroptique (1920). In questa opera il famoso letterato descriveva la sua personale ricerca per lo sviluppo di tecniche in grado di amplificare la straordinaria facoltà della “visione extra-retinica”. Era convinto che il fenomeno fosse dovuto all’attività di ipotetici sensori della pelle, che descriveva come veri e propri occhi e che identificava con le terminazioni nervose dette in francese ocelle (…) Nel famoso romanzo I viaggi di Gulliver (1726), Jonathan Swift (1667-1745), riportò strani riferimenti ad un cieco che era in grado di “avvertire” i colori semplicemente attraverso le sensazioni e l’olfatto…”.

Da: “La visione dermo-ottica” di Michele Dinicastro, a pagina 7

“… Questa fenomenologia fuori dal comune, inquietante e misteriosa, nel Medioevo era ascritta tout court alla categoria del soprannaturale; era un segno della divinità. Ma gli studi scientifici dell’era moderna e contemporanea hanno dissolto i fragili nessi di causalità con la nebulosità metafisica, collocando tali manifestazioni nell’ambito delle psicopatologie e del paranormale, da scrutare con le scienze mediche, psichiatriche e metapsichiche. Per restare nel tema del cosiddetto odore di santità, l’emanazione di essenze floreali dal corpo di persone viventi, di cui alcune proclamate sante, è stato accertato e testimoniato come fenomeno storicamente vero, che riteniamo debba essere approfondito nel campo medico e in particolare nei rami dell’endocrinologia, della neurologia e della psichiatria…”.

Da: “L’odore di santità di Isidoro Sparnanzoni a pagina 11

“… Alla meccanica Leonardo si è dedicato con spirito di ricercatore moderno, partendo dalle opere di Aristotele, di Archimede e di Giordano Nemorario (De ponderibus). Riprendendo le loro ricerche sulla leva e la bilancia, lo scienziato stabilì la nozione del momento di una forza rispetto a un punto e da Giordano Nemorario e da Biagio da Parma ricavò il principio del parallelogramma delle forze, applicandolo alla determinazione delle tensioni nei due tratti di una fune fissata agli estremi e soggetta a un peso in un punto intermedio. Notevoli sono anche i suoi studi sulle macchine semplici, i baricentri, la resistenza dei materiali, l’attrito e i suoi effetti nelle macchine e nei veicoli, la forza e la percussione, la resistenza dell’aria, gli effetti della rotazione terrestre sulla caduta dei gravi…”.

Da: “Leonardo da Vinci. Oltre ogni limite” di Maria Luisa Felici, a pagina 29

“… Una nave di Saint-Malo, città da sempre nota per i suoi pirati e le imprese ai limiti della legalità, si trovava ancorata nel porto africano per condurre un lucroso commercio di schiavi, avorio ed oro. L’equipaggio era tornato a bordo e la nave era pronta per salpare verso le Americhe. Quando il capitano diede l’ordine di salpare le ancore, il mare prese a ribollire tutto intorno e dalle acque emerse uno spaventevole mostro che attaccò l’imbarcazione, arrampicandosi lungo le murate verso gli alberi e le vele. La nave si piegò paurosamente di lato, rischiando così di rovesciarsi e di affondare negli abissi del mare. Risvegliati dall’orrore con le urla furenti del capitano, gli uomini dell’equipaggio corsero a prendere ogni arma disponibile, spade ed asce, con le quali attaccare il mostro marino…”.

Da: “La storia del Kraken, il mostro degli abissi” di Paolo Ponga, a pagina 43

“… Elon Musk vuole creare vere e proprie città su Marte, protette da gigantesche cupole necessarie a garantire la protezione dai raggi solari e cosmici e il mantenimento delle condizioni (temperatura e ossigeno) necessarie alla sopravvivenza umana. La società SpaceX ha già fatto progressi nella costruzione dei lanciatori e delle navette che dovranno portare uomini e mezzi sul pianeta, sviluppando tecnologie (come quella dei razzi riutilizzabili in grado di atterrare verticalmente) che neanche la NASA era stata in grado di sviluppare. Questo perché il concetto di riutilizzo è essenziale per la colonizzazione marziana, sia in termini di economicità sia di praticità. Riusciremo certamente nel prossimo futuro ad arrivare su Marte, ma il vero problema sarà riuscire a rimanere stabilmente lì. La colonizzazione del pianeta rosso dipende da così tanti fattori, che il successo è tutt’altro che scontato. Probabilmente, tutto dipenderà dalla determinazione e dalla perseveranza della razza umana, nella sua totalità, nel voler conseguire veramente quest’obiettivo. Potremmo forse dire di essere riusciti a raggiungerlo soltanto tra molti decenni, se e quando saranno ancora presenti colonie umane su Marte…”.

Da: “Il lato oscuro di Marte” di Stefano Nasetti, a pagina 36

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