Il Giornale dei Misteri 556 Luglio- Agosto 2021

ISBN (vers. cartacea): 978-88-98905-90-4

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Il Giornale dei Misteri 556 Luglio- Agosto 2021

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Julie Beischel, laureata in farmacologia e tossicologia presso l’Università dell’Arizona, è direttrice della ricerca presso il Windbridge Research Center, con sede a Tucson (Arizona, USA), di cui è fondatrice assieme a suo marito Mark Boccuzzi (2017). Da oltre quindici anni la dottoressa Beischel lavora a tempo pieno allo studio dei medium. (…) Può essere curioso sapere che molti degli oltre cento medium che la ricercatrice ha potuto studiare nel corso degli anni, dal punto di vista delle credenze religiose non si definivano affatto “spiritualisti”, ma “secolari”. Si trattava cioè di persone che non aderivano ad alcun credo religioso, ma semplicemente esprimevano una dote innata, senza connotarla con appellativi fideistici di alcun genere, sebbene avessero consapevolezza di potersi connettere con entità ontologicamente indipendenti dai vivi.

Indagine sui medium di (M. Dinicastro)

Norimberga, 26 maggio 1828, un curioso personaggio si aggira spaurito per le vie della piccola città tedesca. È un ragazzo di circa diciassette anni, indossa abiti di foggia elegante ma sporchi e consunti, calza un paio di scarpe lacere che lasciano intravedere i piedi gonfi e coperti di piaghe. Ha un aspetto dimesso e si trascina a stento nei meandri di quello che sembra essere per lui un mondo alieno. Il suo sguardo oscilla a destra e sinistra, incuriosito, affascinato, forse anche intimorito, la sua bocca è spalancata e il respiro affannoso, come se le emozioni che sta provando fossero così tante e così intense da togliergli il fiato. Finalmente qualcuno si accorge di lui. Un bottegaio tutto preso dalle sue faccende alza per un attimo la testa e nota il giovanotto che cammina con un’andatura incerta e ha tutta l’aria di non reggersi in piedi.

Kaspar Kauser, il più famoso dei trovatelli (R. La Paglia)

Esiste sempre un tramite, un’incarnazione divina, che trasmette non solo il pensiero-volere ma anche la conoscenza, tradotta come scienza. Quello che avveniva negli antichi templi egizi e mesopotamici, per fare un esempio, era sicuramente una forma di scienza ad esclusivo appannaggio di sacerdoti-scienziati. Persino Platone venne iniziato alle scienze (definite occulte) nell’antica Tebe proprio dai sacerdoti di Thot, dio della Luna, della sapienza, della scrittura, della magia, della misura del tempo, della matematica e della geometria e della conoscenza suprema in generale. Quello che è avvenuto dopo, nel corso dell’indubbia amnesia del tempo, è stata una costante diluizione del “sapere”, che è divenuta fumosa credenza religiosa; in poche parole un corto circuito causato dall’estinzione delle caste sacerdotali preposte alla “trasmissione” dell’originaria conoscenza.

Religione, scienza e noetica: esiste un legame?  (M. La Rosa)

A Napoli, ai bambini si insegna ancora che entrando in casa si saluta: “Buonasera, bella ’mbriana mia!”, perché la casa che ci ospita è la sua dimora, lo spirito femminile che la custodisce e la protegge. (…) Le “si dava il saluto”, un’abitudine antichissima che risale ai romani, quando all’imbrunire si accendevano le lampade e si salutava per rispetto il “genio” protettore della casa. Il suo nome evoca la luce, traboccante di sereno auspicio.

Mugugni, lamenti, grida straziate e strazianti, sospiri e rumori angoscianti sembra abbiano trovato dimora nell’impianto architettonico greco-romano di Neapolis. In realtà, la presenza di queste creature sofferenti si registra un po’ ovunque: da Posillipo – le vicende della nobildonna Mercede de las Torres e di Gaetano di Casapenna a palazzo Donn’Anna, alla scalinata della Pedamentina – sulla quale permarrebbe uno spirito burlone – dalle segrete di Castel Sant’Elmo che emanano suoni disperati, al Caffè Gambrinus a piazza Trieste e Trento, dove i gemiti golosi dell’anima di una bambina ghiotta di torroni che sarebbe morta nei dintorni si mischiano con i profumi delle sfogliatelle.

Misteri, segreti e storie insolite di Napoli (A.Palumbo e M. Ponticello)

Nel 1912 un antiquario e mercante polacco di libri rari, Wilfrid Voynich (Grodno 1865-New York 1930), durante un viaggio in Italia si fermò a Frascati. Il motivo di quella sosta stava nel fatto che l’antiquario aveva ricevuto la notizia che l’Ordine dei Gesuiti era intenzionato a vendere una parte della propria biblioteca; il denaro ricavato avrebbe dovuto servire al restauro della Villa Mondragone, di proprietà dell’Ordine. Voynich acquistò trenta manoscritti, tra i quali una specie di erbario illustrato, poi divenuto famoso come Manoscritto Voynich. Il volume contiene circa 130 disegni che fanno pensare a un trattato di farmacopea; infatti, oltre a piante e fiori, vi sono alcune illustrazioni che rappresentano stelle e strani diagrammi astronomici, altre che mostrano ampolle e fiale in uso nelle farmacie medievali, altre ancora mostrano fanciulle nude al bagno.

Novità sul Codice Voynich (G. Berti)

Moriva in solitudine nella sua fortezza impenetrabile, il geologo Giorgio Recchi. Misterioso personaggio, colto, schivo, misantropo (ma colloquiale con gli studenti del territorio e molto generoso coi più bisognosi) cane da tana che fiutava e predava per il mondo ogni forma di vita preistorica e manufatti fino all’età romana, collezionista di rarissimi reperti, catturati con spedizioni avventurose soprattutto nei mercati clandestini, che avrebbero stupito, dopo la scoperta del suo museo privato, i più accreditati paleontologi e archeologi, nonché i famosi musei di Berlino, Londra e Houston. I ritrovamenti dell’Indiana Jones de la Serra, inventariati in un’“unica collezione”, sono costituiti da oltre 2.500 pezzi rari, di cui 839 reperti paleontologici (tra cui uno scheletro autentico e quasi integro di un dinosauro erbivoro, vissuto nel Cretaceo superiore tra 100-65 milioni di anni fa…).

Il dinosauro di Serrapetrona (I. Sparnanzoni)

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